Menu

Civitella del Tronto

Civitella del Tronto

Civitella del Tronto è un paese della Val Vibrata in provincia di Teramo. È il paese della fortezza, che con la sua maestosità domina, da una posizione strategica, l’intera vallata. È nella lista dei “Borghi più belli d'Italia”.

COME ARRIVARE

Dista circa 80 km da Pescara, circa 75 km da L’Aquila, circa km 190 da Roma e circa 300 km da Napoli.

In automobile

Percorrendo l’autostrada Adriatica A14 imboccare l’uscita Teramo/Giulianova/Mosciano Sant' Angelo, proseguire sulla SS 80 (Strada Statale del Gran Sasso) verso Teramo e seguire poi le indicazioni per Civitella del Tronto sulla SS 81.

In treno

Seguendo la linea ferroviaria Adriatica scendere alla stazione di Giulianova e proseguire con i mezzi pubblici.

In aereo

Civitella del Tronto dista circa 80 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

Il borgo sorge probabilmente su un sito di una precedente località di epoca picena dal nome Beregra. Storicamente le prime fonti storiche risalgono all’anno 1000, quando Tibitella viene nominata in un documento notarile. Si pensa quindi che la fondazione originaria sia sorta nei secoli precedenti forse grazie alle popolazioni vallive che sfuggivano agli attacchi dei saraceni del IX secolo. L’imponente e maestosa struttura della fortezza venne invece costruita dagli Angioini in una politica espansionistica e poi ulteriormente fortificata, e resa una vera e propria piazzaforte, dagli aragonesi. Saranno i reali spagnoli nel XVI secolo a renderla come appare oggi. Era soprannominata “la fedelissima” e sarà l’ultimo baluardo del potere borbonico ad ammainare la bandiera dei Borboni nel 1861.

COSA VEDERE

La fortezza spagnola è la maggiore attrazione del borgo. Si erge sulla cresta che sovrasta il borgo di Civitella. Si estende per circa 500 metri e sembra assumere la forma di una nave. All’interno sono evidenti le architetture delle varie epoche che la hanno trasformata. Vi si accede da un ponte levatoio che sovrasta un fossato e si passeggia tra cammini di ronda, bastioni, magazzini, cisterne, scuderie, cucine, alloggi e ben 3 piazze d’armi concentriche. Nella più alta è presente anche una cappella e il palazzo di residenza del Governatore. Sul lato più esposto alla valle sono concentrati gli apparati difensivi come terrazzamenti, bastioni e camminamenti coperti “a imbuto” per intrappolare gli eventuali invasori. Anche gli isolati del piccolo borgo sottostante sono orientati parallelamente alle mura della fortezza così da creare una ulteriore barriera difensiva di rallentamento.

La cittadina conserva ancora una delle porte di accesso alle antiche mura: Porta Napoli, in travertino, che risale al milleduecento e custodisce lo stemma della città con cinque torri merlate. La chiesa della fortezza è quella di San Giacomo della Marca: costruita nel 1585 affianco al palazzo del governatore, ospitava le sepolture degli abitanti della cittadella. Uno dei bastioni, prima del 1557, era una Chiesa, la Chiesa di San Lorenzo, trasformata per far fronte a un assedio. L’originale aspetto rinascimentale venne trasformato nel 1700 in stile barocco con l’aggiunta di una cupola ottagonale e la torre campanaria. L’assetto di stucchi e arredi lignei e bronzei, attualmente visibili, confermano tale variazione. Degna di nota, nel borgo, è la trecentesca Chiesa di San Francesco che preserva ancora la facciata e il rosone in stile gotico. L’interno è fortemente rielaborato in stile barocco ma conserva ancora le volte a costoloni e i capitelli gotici; interessante un coro quattrocentesco in legno di noce corredato da colonnine tortili.

Fuori dalle mura di Civitella del Tronto sorge il Santuario di Santa Maria dei Lumi, così chiamato per via di strane luci avvistate nel XVII secolo e attribuite a danze angeliche. Sorta nel XIV secolo su una precedente grancia benedettina (struttura produttiva monastica), presenta ancora una impostazione architettonica romanica con un portico a sei arcate, sorrette da colonnine ottagonali, in facciata. L’interno in stile rinascimentale conserva, sull’altare ligneo, una statua in legno policromo della Madonna dei Lumi datata al 1489. Poco distante dal borgo sorge l’Abbazia di Montesanto, una delle strutture benedettine più importanti della regione. Fondata forse nel VI secolo dallo stesso San Benedetto da Norcia, conservò un forte potere sul territorio fino al XV secolo e fu definitivamente soppressa nel 1797. Recenti restauri l’hanno riportata alla sobria austerità originaria. La chiesa principale fu infatti modificata più volte nel corso dei secoli ma conserva ancora i contrafforti delle primitive strutture e il campanile romanico inglobato nel monastero annesso. Sul colle retrostante sono visibili alcune strutture medievali del monastero, come i lacerti delle mura che fortificavano la struttura e il pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua.

TIPICITA’ DEL BORGO

La memoria storica del borgo avvolge il visitatore riportandolo indietro nel tempo. Le case del paese si intrecciano tra piazze, vie e rue, scalinate e rampe che formano un delizioso dedalo che diffonde l’antico fascino del passato. A Civitella si dice sia ubicata la via più stretta d’Italia, la cosiddetta “ruetta”, nella quale si può passare solo uno per volta.

La cucina tipica teramana regna sovrana a Civitella e l’antica pasta avvolta intorno a un ceppo, o un più moderno fil di ferro, cosiddetta “ceppetta” diventa il piatto tipico del borgo. Reminiscenze ispaniche e napoletane si conservano invece nel filetto alla borbonica o nello spezzatino alla Franceschiello, il primo composto da carne, mozzarella e acciughe e il secondo da pollo e agnello in agro con sottaceti e vino bianco.

EVENTI DI INTERESSE

A metà agosto i piatti tipici locali, con danze e canti, vengono riproposti nella rievocazione dell’assedio del 1557 che prende il nome di “Alla corte de lo Governatore”, festa alla quale è vietato mancare!

Non ci sono prodotti corrispondenti alla selezione.