Menu

Castelli

Castelli

Castelli è un paese della provincia di Teramo che si trova su uno sperone di roccia, inaccessibile da ben tre lati e immerso in uno scenario surreale alle pendici del Gran Sasso. È la città della maiolica e dei maiolicari, ricca com’è di argilla e di acqua. È incluso nella lista dei “Borghi più belli d'Italia”.

COME ARRIVARE

Castelli dista circa 80 km da Pescara, circa 50 km da L’Aquila, circa 160 km da Roma e circa 280 km da Napoli.

In automobile

Percorrere l’Autostrada Adriatica A14 e uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo, proseguire sulla SS80 fino a Teramo e continuare sulla Autostrada A24 fino all’uscita San Gabriele/Colledara proseguendo in direzione Castel Castagna fino a Castelli.

In treno

Sulla linea ferroviaria Adriatica, scendere alle stazioni di Teramo o di Giulianova e proseguire con i mezzi pubblici.

In aereo

Castelli dista circa 80 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

La posizione arroccata del paese ha fatto sì che venisse abitato già dal IX secolo, quando gli abitanti della valle sottostante, la Valle Siciliana, vi si raccolsero per ottenere protezione dai locali Conti di Pagliara. Nel secolo successivo i benedettini costruirono l’abbazia di San Salvatore, contribuendo alla valorizzazione delle ricche risorse locali. Fu feudo degli Orsini e in seguito dei Mendoza. Nel XV secolo appartenne al Ducato di Atri.

COSA VEDERE

Oltre al meraviglioso belvedere che si affaccia sul Gran Sasso e i dedali di vicoli e piazzette che si diramano intorno alla piazza centrale, è possibile visitare, proprio in quest’ultima, la Chiesa di San Giovanni Battista. Fu costruita alla fine del ‘500 e conserva nella facciata una scalinata in pietra, rocchi di colonna di reimpiego romano e delle lastre scolpite che provengono dall’ambone dall’Abbazia di San Salvatore. All’interno è possibile ammirare una pala d’altare cinquecentesca in mattonelle di maiolica, attribuita all’artista locale Francesco Grue e raffigurante la traslazione della Santa Casa di Loreto. Degna di nota, una statua lignea del XIII secolo che raffigura Sant'Anna che porta in grembo una piccola Maria bambina.

La Chiesa di San Rocco o della Cona invece è di recente ricostruzione ma conserva ancora le suppellettili del precedente edificio antico come il ricco portale in pietra. È possibile ammirarvi un affresco quattrocentesco di De Litio raffigurante una Madonna che secondo una leggenda fu vista piangere trasudando lacrime dalla pittura.

La vera “Cappella Sistina” di Castelli è la Chiesa di San Donato, che fu chiamata così da Carlo Levi negli anni ’60. Prende questo nome dal soffitto a tavelle tappezzato di mattoni maiolicati realizzati tra il 1615 e il 1617 dai ceramisti della famiglia Pompei e da tutti i maiolicari del borgo come atto devozionale. Il soffitto, raffigurante santi, stemmi araldici, simboli e decori geometrici, animali e preghiere, sostituì un altro soffitto cinquecentesco che venne asportato e utilizzato come pavimento, poi obliterato. Nel secolo scorso venne recuperato ed ora è esposto nel ricco Museo delle ceramiche di Castelli.

Nelle sale del Museo delle Ceramiche sono esposte numerose opere che ripercorrono la storia della produzione ceramica di Castelli, attraverso lo studio delle diverse famiglie del paese che operavano in loco come i Grue, i Pompei, i Fuina, i Gentile e i Cappelletti. Vi è custodito anche il famoso corredo Orsini – Colonna, prezioso e splendido assortimento di vasi da farmacia che prende questo nome da una raffigurazione di un orso che abbraccia una colonna, immagine legata probabilmente ad una pace accordata tra le due famiglie nel 1511.

Disseminate nel borgo ci sono numerose botteghe che ricordano quelle antiche delle famiglie di ceramisti più importanti e producono ancora maioliche come quelle rinascimentali, tipiche della produzione di Castelli. La più importante è sicuramente la casa-bottega di Orazio Pompei che è ubicata ancora dove si trovava nel 1500 come testimoniato dall’architrave della porta dove è incisa la frase in latino “La casa di Oratio ceramista”.

TIPICITA’ DEL BORGO

Castelli è il paese della maiolica e dei maiolicari. Raggiunse il culmine nel rinascimento con le maioliche e i ceramisti castellani che portarono le loro competenze e i loro insegnamenti in tutta la regione e anche in altre regioni d’Italia. Per molti secoli, però, si perse memoria di tale arte e molte ceramiche di Castelli, che sono tuttora conservate nei più grandi musei del mondo, come il British Museum o il Louvre, furono attribuite a Faenza o Deruta. Solo nel secolo scorso si riacquisì tale memoria e certezza grazie a degli scavi archeologici compiuti nel borgo.

La produzione di maioliche è ancora molto frequente ed è ancora possibile visitare le piccole botteghe artigiane dove i ceramisti vi regaleranno l’emozione di vedere nascere e decorare un vaso in argilla. Nelle stesse botteghe è disponibile anche un vasto assortimento di ceramiche e maioliche da acquistare con i tipici decori rinascimentali.

Non si può lasciare Castelli senza aver mangiato nelle piccole osterie locali dove si possono gustare i famosi maltagliati con le voliche, una verdura selvatica di montagna, rigorosamente serviti in piatti di maiolica decorata alla castellana. 

Non ci sono prodotti corrispondenti alla selezione.