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Atri

Atri è una città d'arte in provincia di Teramo situata a ridosso della costa teramana, nel comprensorio delle Terre del Cerrano, la cosiddetta "Costa Giardino", ma vicino e ben collegato con Pescara. Considerato uno dei comuni più belli d'Abruzzo e d'Italia, rappresenta uno dei centri storicamente ed artisticamente più significativi dell’Italia centro-meridionale.

COME ARRIVARE

Atri dista circa 20 km da Pescara, circa 110 km da L’Aquila, circa 200 km da Roma e circa 300 km da Napoli.

In auto

Dall'autostrada Adriatica A14 (da nord in direzione Ancona, da sud in direzione Pescara), uscire a Atri/Pineto, seguire la direzione Atri prendendo la SP 28.

In treno

Dalla stazione ferroviaria di Pineto-Atri proseguire con i mezzi pubblici fino ad Atri.

In aereo

Atri dista 29 km dall'Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

Le origini di Atri sono antichissime, si suppone risalgano al X secolo a.C. con la migrazione degli Illiri, popolo proveniente dalla Dalmazia, che diedero il nome alla città (Hatria). Atri ebbe una florida attività commerciale con gli Etruschi, gli Umbri e con la Grecia verso la quale esportava vino e olio: i più interessanti monili etruschi o forse italici qui rinvenuti sono conservati al British Museum di Londra. Divenuta colonia latina nel 289 a.C., nel periodo imperiale la città continuò ad essere un centro importante, dando origine alla famiglia dell'imperatore Adriano. Nel Basso Medioevo a causa delle invasioni dei barbari, dei Saraceni e degli Ungari, fu soggetta a un lungo periodo di decadenza e di abbandono. La città fece parte del Ducato di Spoleto e nel XII secolo fu feudo dei Conti d'Apruzio. Nel 1251 papa Innocenzo IV istituì la Diocesi e concesse l'autonomia comunale. L'anno successivo, la Diocesi di Atri fu unita a quella di Penne. Nel 1393, Atri fu venduta al conte di San Flaviano Antonio Acquaviva e divenne capitale del ducato. Nel 1757 tornò sotto il dominio diretto del Regno di Napoli, fino al momento in cui entrò a fare parte del Regno d'Italia.

COSA VEDERE

Il centro storico di Atri è un dedalo di viuzze che hanno conservato l'antico aspetto medievale, in alcuni punti ricalcato sul modello della città romana: è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici, vicoli e piazze. La ricchezza del patrimonio storico-artistico e culturale testimonia la grande importanza e la grande storia che Atri ha avuto nel passato.

L'unica delle sette porte cittadine ad essere ancora in piedi è detta porta di San Domenico, annessa alla chiesa di San Giovanni Battista. Nonostante le gravi distruzioni subite nei tempi passati, rimangono ancora alcuni tratti di mura. Oltre alle tracce delle mura dove sono state aperte delle botteghe artigiane vi sono tracce di tre bastioni e degli archi di rinforzo della collina.

Il monumento più importante di Atri e uno dei più noti in Abruzzo è la Cattedrale o Duomo di Santa Maria Assunta, magnifico edificio romanico-gotico. Fu costruita nel XIII secolo sull'Ecclesia de Sancta Maria de Hatria (IX secolo), a sua volta costruita su una cisterna romana che ne divenne cripta, costruita a sua volta su un tempio di Ercole poggiante su antichissime mura ciclopiche tuttora visibili nella cripta. La facciata presenta un grande portale, un grande rosone e una nicchia con una statua della Madonna con Bambino di Raimondo del Poggio e Rainaldo d'Atri, sul lato sud si aprono tre portali del XIV secolo che presentano, nelle lunette, affreschi dello stesso periodo. Il campanile, sul lato nord, è il più alto d'Abruzzo (ben 57 metri). La torre campanaria, in pietra, risale al Duecento. L'interno è a tre navate e si conservano una serie di affreschi di vari artisti tra i quali spicca un affresco del trasporto della Santa Casa, del 1460, opera del più famoso dei pittori abruzzesi Andrea de Litio. Vi è anche un pregevole battistero rinascimentale del 1503 e la Cappella Arlini (1618), con una tela di scuola napoletana dello stesso periodo. Vi sono anche diverse cappelle rinascimentali. Nella navata centrale, si trovano invece due acquasantiere, una delle quali è retta da una scultura che rappresenta una donna in costumi locali. Sulle colonne vari affreschi del Trecento-Quattrocento. Sul coro, il capolavoro di Andrea de Litio: le storie della Vita di Maria e Cristo (1480-81). Sulla volta si possono ammirare le virtù teologali e negli spicchi i quattro evangelisti e i quattro dottori della Chiesa. Questo ciclo di affreschi è il più grande d'Abruzzo e uno dei più grandi dell'Italia Centro-Meridionale.

Il Museo Capitolare è ospitato nelle sale al piano superiore del chiostro benedettino di un monastero del XII secolo, divenuto nel XV secolo residenza dei canonici del duomo e cimitero episcopale. Comprende dieci sale oltre al chiostro e alla cripta. La collezione del museo comprende una serie di dipinti che vanno dal XIII al XX secolo, sculture del XIII-XVI secolo, un'interessante collezione di manoscritti e una raccolta di oggetti liturgici dal XVI al XVIII secolo.

Nel 1335, sul lato sud del duomo, fu edificata la Chiesa di Santa Reparata, poi modificata nei secoli successivi. Oggi è barocca e ha due entrate, una lungo il marciapiede accanto alla concattedrale e un'altra lungo la navata destra del Duomo. La chiesa, a croce greca, ha una facciata con un portale settecentesco che ha una nicchia con un rifacimento di una statua del Trecento di Santa Reparata con la palma e la città di Atri sulla mano. L'interno è ad una navata e presenta ricchi stucchi barocchi e, su un altare, le statue ottocentesche dell'addolorata e del Cristo morto, portati in processione il venerdì Santo. Ma il vero tesoro della chiesa è il grande e pesantissimo baldacchino ligneo realizzato da Carlo Riccione nel 1690-92, noto intagliatore e scultore.

Merita una visita anche la Chiesa di Sant’Agostino, eretta probabilmente nel XIII secolo. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è adibita ad auditorium civico, ma conserva ancora alcuni elementi antichi. La chiesa ha una facciata con portale del 1420 decorata con santi e motivi vegetali. Vi è poi un campanile simile a quello del Duomo, ma di dimensioni ridotte, probabilmente di Antonio da Lodi. L'interno è ad una navata e, anche se oggi è sconsacrata, presenta ancora gli elementi originari: le vetrate, gli altari barocchi, una cappella con resti di affreschi e un grande affresco della Madonna delle Grazie del XV secolo, realizzato da Andrea de Litio.

Situata a metà strada tra il Duomo e il Palazzo Ducale, la Chiesa di San Francesco è uno dei più antichi conventi francescani, fondata nel 1226 su iniziativa di Filippo Longo, discepolo di Francesco d'Assisi. La costruzione gotica, crollata a seguito di un terremoto nel 1690, è oggi sostituita dal nuovo edificio barocco inaugurato verso il 1715: la facciata ad ali inflesse, è preceduta dalla scalinata a doppia rampa unica in Abruzzo. L'interno ad una navata è ornato da otto cappelle laterali decorate nel corso del XVIII secolo da artisti lombardi e napoletani. Sul retro della chiesa, oltre che sui muri esterni laterali, si conservano i resti della chiesa medievale.

Il Palazzo Ducale degli Acquaviva, fu costruito nel 1395 e fino al 1760 fu la residenza degli Acquaviva d'Aragona, duchi di Atri. Dal 1917 ospita il Municipio. Nota per il suo caratteristico torrione medievale, dà nome alla piazza antistante (Piazza Acquaviva). Il Palazzo Mambelli, fu edificato intorno al 1750 su un preesistente edificio. Della costruzione precedente, è rimasto il bel porticato.

Il Teatro Comunale: costruito nel 1872, dal tipico impianto neoclassico, con tre ordini di palchi, costituisce un mirabile esempio di Teatro all'italiana. La Rocca di Capo d'Atri si trova all'estremità occidentale della città e prende nome dal quartiere circostante.

La Rocca di Capo d'Atri fu costruita nel 1392. Era un fortilizio molto potente che, oltre a controllare tutte le fortificazioni cittadine, permetteva il controllo di tutto il territorio dal Tordino fino a Pescara. Nel XVIII secolo, cessate le sue funzioni, cadde in rovina. Oggi, restaurata, ne rimangono un grande bastione e un pezzo di mura.

In cinque minuti dal centro città si raggiunge la Oasi del WWF dei Calanchi di Atri. Vi sono molte specie vegetali tra le quali la liquirizia. L'habitat è l'ideale per la fauna: è possibile osservare mammiferi (volpi, tassi, talpe e ricci), rettili come la lucertola campestre ed il ramarro, e anfibi (rane e salamandre).

A dieci minuti da Atri si raggiungono le spiagge di Cerrano, dove sorge ancora la cinquecentesca Torre di Cerrano, fatta erigere da Carlo V nell'area dell'antico porto romano di Atri che oggi è area marina protetta.

TIPICITÀ DEL BORGO

Sotto il profilo paesaggistico, le colline atriane affascinano per la spettacolare presenza dei Calanchi, straordinarie formazioni geologiche originate dall’erosione del terreno argilloso.

Il prodotto tipico che ha reso famosa la città di Atri o più precisamente la Riserva Naturale dei Calanchi di Atri (dove cresce e viene prodotta fin dall’epoca romana) è la liquirizia, che l'ha resa nota sin dal medioevo, per l’estrazione del succo della liquirizia da parte dei Domenicani di un antico monastero.

EVENTI DI INTERESSE

Ogni anno l'8 dicembre si ripete l'antichissima tradizione popolare dei Faugni, che nasce dall'usanza nelle campagne di accendere fuochi propiziatori, in onore della divinità pagana Fauno. La tradizione dei faugni oggi consiste nell'accendere e portare in processione per la città, all'alba dell'8 dicembre, alti fasci di canne ardenti che formano un grande falò. Nella sera dell'8 dicembre tutto si conclude con l'accensione di due pupe, fantocci dalle fattezze femminili che danzano al suono della musica della banda e con l'accensione di fuochi pirotecnici.

La festa del Corpus Domini, si svolge nel periodo di Pasqua. Vi è la tradizionale Infiorata nella quale viene preparato un grande tappeto floreale in Piazza Duomo e dove passerà la processione e si celebrata la messa all'aperto.

Durante la Festa dell'Assunta e l'apertura della Porta Santa del Duomo (14-15 agosto), la statua della Madonna viene esposta nella concattedrale. Il 14 agosto vi è un grande corteo storico preceduto dal vescovo che procede all'apertura della Porta santa, istituita nel 1300. La porta rimane aperta per i successivi 8 giorni.

Atri a Tavola è una manifestazione nata nel 2001 che si svolge a luglio ed agosto e rappresenta una delle maggiori manifestazioni gastronomiche dell'Abruzzo. Si allestiscono vari stand per le vie e le piazze della città, si svolgono spettacoli gastronomici e folcloristici e vengono riproposti antichi mestieri.

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