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Spoltore

Situata sulle colline abruzzesi a ridosso del Mar Adriatico, Spoltore è il belvedere della provincia dannunziana, che si affaccia sul Gran Sasso e la profonda vallata della Pescara. È chiamata la “Terra dei cinque borghi” perché suddivisa in altrettante frazioni che presentano peculiarità diverse ma complementari. Dal 2001 Spoltore ha acquisito il titolo di “Città”.

COME ARRIVARE

Spoltore dista circa 7 km da Pescara, circa 60 km da L’Aquila, circa 150 km da Roma e circa 180 km da Napoli.

In auto

Dall'autostrada Adriatica A14 (da nord in direzione di Ancona, da sud in direzione Pescara), seguire la direzione Pescara Ovest/Chieti, prendere lo svincolo in direzione Roma, seguire la direzione Pescara Nord, continuare sulla SS 16 e uscire a Spoltore.

Sull'Autostrada A25 Roma-Pescara, uscire a Villanova, poi seguire le indicazione per Spoltore, salendo in collina direzione nord.

In treno

Sulla linea ferroviaria Adriatica raggiungere la stazione ferroviaria di Pescara e proseguire con i mezzi pubblici.

In aereo

Spoltore dista circa 7 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara, da dove è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia. Dista circa 200 km dagli aeroporti di Roma (Ciampino, Fiumicino).

CENNI STORICI

La presenza umana sul territorio in epoca protostorica e preistorica, nonché la presenza di popoli italici, in particolare dei Vestini, è testimoniata dal ritrovamento di varie necropoli. Si ipotizza che in quel periodo l'insediamento Vestino nella zona si chiamasse Angulum o Angulus. Nel I secolo a.c. avviene la romanizzazione del territorio, come testimoniano i ritrovamenti di lapidi, parti di colonne, teste di marmo, ma anche di una cisterna romana. Con l’arrivo dei Longobardi intorno al 576 d.C., alcune delle numerose ville rustiche diventano sedi delle fare, tipica aggregazione di famiglie appartenenti ai clan gentilizi, nelle quali si stabilisce la popolazione germanica. È proprio nel periodo tardo-romano che si origina il nome Spoltore. L’origine germanica del nome è infatti testimoniata in documenti successivi all’anno Mille, nei quali il toponimo presenta più volte la radice Spelt (farro), la cui coltivazione era diffusissima nel territorio.

Nella seconda metà del IX secolo l'insediamento appartiene a grandi abbazie (soprattutto Benedettini e Cistercensi), fin quando l’imperatore Ludovico II acquista beni di proprietà dei signorotti locali e li dona all’abbazia di San Clemente a Casauria. Morto Ludovico II, il pericolo saraceno, e le scorrerie degli Ungari accelerano la fase dell’incastellamento: sulla cima più alta delle sue colline Spoltore costruisce la rocca e intorno ad essa prende corpo il centro abitato. Nel periodo normanno il territorio appartiene alla Contea di Loreto. In seguito nel possesso si alternano numerosi casati: i D’Aquino, i Costanzo, i Riccardi di Ortona. Con il titolo di Baronia nel 1496 il feudo è venduto a Ferdinando Castriota, detto Manfredino, la cui famiglia vi esercita per più di cinquant’anni i pieni poteri e favorisce l’immigrazione di Albanesi, Epiroti, Dalmatini, definiti genericamente Schiavoni o Slavoni. Nel 1717 il feudo è acquistato dai Figliola, che lo deterranno fino all’abolizione dei privilegi feudali.

All'inizio del XIX secolo inizia l'epoca francese di Spoltore. Durante questo periodo Spoltore viene annesa alla Provincia di Teramo e aggregata al Distretto di Penne e successivamente unita al Governo di Pianella. Nella seconda metà del Novecento Spoltore diventa la “Terra dei Cinque Borghi”, perde la sua autonomia amministrativa, e viene annessa al comune di Pescara. Oggi nel suo territorio sono compresi, oltre al capoluogo, i centri abitati di Villa Raspa, Santa Teresa, Caprara e Villa Santa Maria. Dal 2001 ha acquisito lo status di “Città”.

COSA VEDERE

Spoltore capoluogo

Il centro storico presenta notevoli caratteristiche medievali, acquisite tra la seconda metà del quattrocento e la fine del cinquecento. Il nucleo del borgo è costituito dalla piazza Giuseppe D’Albenzio, intorno alla quale si trovano alcuni edifici di interesse storico: sulla destra i negozi che, tra la fine del medioevo e l’inizio dell’epoca moderna, costituiscono il fulcro vitale del commercio cittadino, sopra l'ex chiesa di Santa Maria della Piazza (XII secolo), oggi sede della Società Operaia. Vi sono poi una serie di palazzi: il palazzo Castiglioni, oggi De Cesaris-Martinelli, subito dietro il palazzo Toppi, noto come Municipio vecchio, palazzo Pardi, oggi Rosati, il palazzo feudale, che nel seminterrato e sotto l’intera piazza conserva la cisterna per l’acqua, la neviera, le fosse del grano e ampi fondaci.

All'ingresso del centro storico si trova la Chiesa Madre di San Panfilo Vescovo. Ricostruita nel XVIII secolo sulla vecchia chiesa di Santa Maria della Porta e in parte sulla muraglia cittadina, è consacrata al santo protettore della città con il titolo di San Panfilo intra moenia (dentro le mura). La chiesa presenta un robusto impianto rettangolare a navata unica, con campanile a torre. Nella parte centrale si trovano due cappelle laterali dedicate a San Panfilo e alla Madonna del Popolo, che disegnano insieme alla navata una croce latina rovesciata. Il soffitto, decorato con stucchi e rilievi architettonici, è sorretto da archi a sesto ribassati. La cupola sovrasta la parte centrale della chiesa, nella quale si susseguono sculture in stile classico, raffiguranti gli Evangelisti. Il campanile turrito è in tipica merlature ghibellina, con la terminante cuspide conica.

La vecchia Fortezza Longobarda dell'XI secolo è inglobata nel borgo. Conservata in buona parte, con due torri angolari superstiti, è visitabile al piano superiore dal quale si gode una splendida vista della città e di Pescara. Ha una forma irregolare, rettangolare con un bastione esagonale. Oggi conserva i due torrioni di sud-ovest e il bastione, mentre la corte interna è utilizzata come serbatoio dell’impianto idrico cittadino.

Il Palazzo Castiglioni - De Cesaris, oggi di proprietà dei Martinelli, risale al XVIII secolo e fu costruito sul sito del preesistente castello medievale. Fu sede dei carabinieri, ma a causa dell'inagibilità dell'edificio per mancanza di restauri, andò in semi-abbandono. Fu restaurato da Luciana De Cesaris negli anni '60. Con il restauro sono venuti alla luce antichi affreschi rinascimentali. Il grande magazzino dalle volte a crociera sorrette da colonne, fu usato nel periodo risorgimentale come armeria. Il castello-palazzo si presenta come una fortezza dal muro perimetrale imponente ed omogeneo, con qualche finestrella e una sola apertura dal basso. È sovrastato dalla torretta quadrata di avvistamento, con merlature ghibelline. All'interno, al piano terra, vi erano delle botteghe e sette cisterne, insieme a una stalla. Al piano superiore vi sono varie sale comunicanti. Di notevole interesse è la grande neviera costruita nel cortile della villa, utilizzata un tempo per l'accumulazione della neve.

Tra gli edifici di maggior interesse c'è il Convento di San Panfilo fuori le mura (extra moenia). Fondato dai Benedettini, intorno al 1084, il convento medioevale è stato rimodellato in epoca barocca. È composto da una chiesa, di proprietà del comune, e da un convento di proprietà privata dal 1892, in fase di restauro. La chiesa è a pianta basilicale a tre navate, in stile barocco e tre campate con arcate longitudinali a tutto sesto poggianti su pilastri rettangolari, che inglobano al loro interno colonne pre-romaniche. Si possono ammirare preziosi altari, pareti e volte dipinte e numerose statue. Sopra il vestibolo si trova un organo a canne datato 1696. Nel chiostro del Convento sono presenti 26 lunette con i affreschi di due epoche diverse: 15 raffiguranti episodi della vita di San Francesco di Paola (circa del 1720), e altre 11 che trattano episodi delle storie del Santo di Assisi. Sono attualmente in fase di restauro.

In contrada Castellana si erge la cinquecentesca Torre De Sterlich che domina, solitaria, il bellissimo paesaggio agreste all’ingresso di Spoltore. La torre, di proprietà privata, costruita nel XVII secolo dalla famiglia nobile locale Aliprandi - De Sterlich, era usata come sito di controllo. Conserva l'aspetto originario caratterizzato da merlature e rilievi decorativi sui lati e le finestre ad arco a sesto acuto.

Di rilievo storico sono anche le fonti di Spoltore, Fonte Barco e Fonte Grande che, fino agli inizi del Novecento sono state la riserva idrica del capoluogo quando, nei periodi di siccità, si esaurivano le scorte delle cisterne e delle neviere interne al paese.

Nella contrada di Santa Lucia delle Fratte si trova una graziosa chiesetta, ubicata all’incrocio di due tra le più antiche vie alto-medievali di Spoltore, l'unica che serviva per la sosta dei viandanti durante la notte rimasta ancora aperta. Della sua esistenza si ha notizia già in un documento del 1084. Nella sua cappella si conserva una statua di Santa Lucia coronata in legno scolpito e policromo, forse della prima metà del Trecento e un quadro della Santa di Rodolfo Dell’Elce del 1902.

Villa Raspa

Nel 2° dopoguerra Villa Raspa si è sviluppata demograficamente ed economicamente. Oggi concentra in pochi chilometri diverse imprese e numerosi ristoranti, bar e centri sportivi. Degna di nota è sicuramente la Chiesa di San Camillo de Lellis, Patrono di Villa Raspa dal 1959, edificata prima della sua erezione a parrocchia, avvenuta un anno dopo, nel 1960.

L'edifico storico più importante del borgo è sicuramente la Villa Montani, acquistata sul finire della seconda metà dell’800 dall’avvocato e giornalista Berardo Montani. Ristrutturata e ampliata, presenta un ampio terrazzo che la circonda per tre lati, tipico di abitazioni signorili di prestigio. Requisita nel 1943 dalle forze tedesche, oggi è sede di un’importante azienda agricola.

Santa Teresa

Santa Teresa è il borgo più giovane di Spoltore, la presenza umana sul territorio, tuttavia, è molto antica. Negli ultimi decenni del Novecento la borgata ha visto modificare la sua economia passando da un’attività prevalentemente agricola, ad un terziario misto nel quale preponderanti appaiono le aziende artigianali e commerciali. Sono presenti anche industrie dolciarie e conserviere, gelaterie e pasticcerie, ristoranti e agriturismi. Espressione della modernità dell’area urbana è l’architettura della nuova Chiesa di Santa Teresa d’Avila, la più giovane di Spoltore, eretta nel 1962.

Notevoli ritrovamenti archeologici sono stati fatti negli ultimi decenni nella zona: la tomba a fossa, databile alla seconda metà del III millennio a.C., riemersa nel 2001 nel corso degli scavi sul sito delle fornaci romane presenti nella piana di Santa Teresa, quando fu recuperato il corpo di un giovane di circa trenta anni. Altre tombe, riemerse nel 1969 sulla collina di Casaccio, testimoniano la presenza vestina (IV – III secolo a. C.). Importante il ritrovamento di una corazza bronzea a tre borchie restituita da una tomba, conservata oggi nel Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara.

Nella contrada di Cavaticchio si può ammirare la sua chiesa, dedicata all’apostolo Giacomo maggiore, luogo di culto fin dall’alto medioevo, ad aula unica rettangolare con il presbiterio rialzato da una crepidine. È dotata di un altare ligneo in stile barocco con ai lati due colonne tortili e una grande pala, di autore ignoto, che raffigura Cristo in croce circondato da angeli. Ai piedi del crocifisso San Giacomo il maggiore, protettore della contrada e San Carlo Borromeo. Sulla parete di sinistra è esposta una Madonna del Rosario con Bambino.

Caprara

Di buon interesse storico nel borgo di Caprara è la Villa De Pasquale-Acerbo, antica sede della Corte feudale, il cui ultimo proprietario privato fu Giacomo Acerbo, barone dell’Aterno, esponente politico di rilievo del ventennio fascista, e professore di economia e politica agraria nell’università di Roma. Acerbo eredita la villa nel 1935 dallo zio materno, la fa restaurare e alla fine dei lavori, conclusi nel 1938, dagli iniziali 17 vani su due piani, i livelli diventano 3, i vani catastali 46. Il terreno circostante al fabbricato diventa un grande parco privato. Nella villa il barone colloca la sua preziosa raccolta di ceramiche abruzzesi (Scuola di Castelli) composta, di quasi 800 pezzi, oggi esposta nel Museo Acerbo di Loreto. Nel periodo dell’occupazione tedesca la villa è requisita e trasformata in ospedale militare. In seguito Acerbo vende la villa e il parco ad un ente assistenziale che nel 1956 vi apre una residenza per i pensionati. Dal 1997 appartiene al Comune di Spoltore.

Villa Santa Maria

Il borgo prende il nome da un’antica cella benedettina (Santa Maria di Anfrisano) si caratterizza per le attività agricole e le piccole aziende artigianali. Lo sviluppo del villaggio è legato all’arrivo di alcune famiglie, venute nei primi anni del cinquecento, alle quali il rettore di Santa Maria della Piazza affida la sua grande masseria. Degna di nota è la Chiesa della Madonna dell’Assunta, Protettrice di Villa Santa Maria, la cui festa cade il 15 agosto, costruita nel XVIII secolo. La parrocchia fu eretta nel 1951, e la chiesa fu restaurata nel 1959.

TIPICITÀ DEL LUOGO

Dalle fiorenti colline che conducono verso la valle del Pescara, si gode il più bel panorama della campagna spoltorese, arricchito d’estate dalla visione di campi lavorati e da tramonti incomparabili sulla Bella Addormentata (il Gran Sasso).

La città di Spoltore si caratterizza per essere centro di eccellenza della produzione birraria a livello nazionale, annoverando nel proprio territorio la presenza di ben tre produttori di birra artigianale.

SAPEVI CHE …?

Non lontano da Spoltore, tornando verso nord-ovest sulla strada statale, le curve a doppia S della località Cappelle (che si trovano però nel territorio di Spoltore) divennero famose con la “Coppa Acerbo”, corsa automobilistica nata negli anni ‘30.

Il celebre poeta pescarese Gabriele D'Annunzio, nell'Ex imo corde riferendosi a Spoltore disse: “...e là giù in fondo i colli di Spoltore sorrisi dagli olivi, dove le donne cantando d'amore vanno a stormi giulivi...

EVENTI DI INTERESSE

Durante la Processione del Venerdì Santo di Spoltore capoluogo i protagonisti sono i rappresentanti dei sestieri cittadini con stendardo e divisa propria e il coro parrocchiale. La processione si snoda per le vie della città dopo le ore 20.

La Sacra rappresentazione di Pasqua, definita dalla fantasia popolare la "Madonna che corre", o "L’Abbandonata" si svolge intorno al mezzogiorno della domenica di Pasqua nella Piazza D’Albenzio.

Evento molto sentito è anche la Processione del Santo Patrono, San Panfilo, che si svolge dal secondo dopoguerra, durante la quale la statua del santo viene condotta in processione per le vie della città.

Lo Spoltore Ensemble è in assoluto la manifestazione artistico-culturale che ha dato più notorietà alla città a livello regionale e culturale. Durante l'evento, che si svolge nella seconda metà di agosto, Spoltore diventa una “Città Palcoscenico” dove, i più grandi nomi del teatro, della danza, della musica e dell’arte si esibiscono nelle piazze e nelle strade, interagendo con il pubblico.

Lo SPELT - Spoltore Beer Festival si svolge a settembre in collaborazione con i produttori birrai di Spoltore. Viene servita birra artigianale prodotta nel territorio ed è associato ad una serie di iniziative culturali.

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