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Abbateggio

Abbateggio si trova nella provincia di Pescara alle pendici settentrionali del Massiccio della Majella nell’omonimo Parco nazionale. Dal 2009 è nella lista dei "Borghi più belli d'Italia".

COME ARRIVARE

Il borgo dista circa 40 km da Pescara, circa 80 km da L’Aquila, circa 200 km da Roma e circa 260 km da Napoli

In automobile

Da Roma e da Pescara si percorre l’autostrada A25 fino all’uscita di Scafa – Alanno, seguendo poi la SS 5 in direzione di Scafa e svoltando sulla SS 487 in direzione di Caramanico Terme fino al bivio per Abbateggio.

In treno

Sulla tratta ferroviaria Roma - Pescara si raggiunge la stazione ferroviaria di Scafa – San Valentino – Caramanico Terme dalla quale si prosegue con i mezzi pubblici fino ad Abbateggio.

In aereo

Abbateggio dista circa 40 km dall’ Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara, da dove è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

Le origini del borgo risalgono agli anni immediatamente successivi alla fondazione del Monastero di San Clemente a Casauria ad opera dell'imperatore Ludovico II nell'866. Sembra, infatti, che il primitivo insediamento sia nato nel IX secolo come avamposto fortificato (castrum) della casa madre. Per questa ragione, alcuni studiosi sostengono che il toponimo derivi da una contrazione del nome abate-Giovanni, prelato reggente dell’abbazia in quel periodo. Più verosimile appare invece il riferimento al francese bateius, cioè “abbattuto”, riferendosi ai boschi circostanti che probabilmente furono sfruttati dai normanni dopo l’occupazione del territorio nel XII secolo. Il possedimento di Abbateggio fu particolarmente conteso e fu feudo di molte famiglie nobili come gli Acquaviva, gli Ursinis e i Fieschi di Genova. Nel 1583 passò agli Asburgo finché nel 1731 andò ai Borboni e al Regno di Napoli.

COSA VEDERE

Non si può scindere il borgo di Abbateggio da Valle Giumentina. Nonostante le origini medievali del paese, l’uomo giunse nel territorio già dall’epoca preistorica del paleolitico, stabilendosi nella valle adiacente lo sperone roccioso che ospita il borgo. Il “canyon” di Valle Giumentina, rendendo visibili le stratigrafie di milioni di anni, consente ancora oggi di analizzare i numerosi resti preistorici presenti nella vallata, permettendo agli studiosi di esaminare gli insediamenti umani fino a 300.000 anni fa. In onore di queste recenti ricerche, a ridosso degli scavi archeologici in corso, è stato costruito l’Ecomuseo del Paleolitico, che ospita all’interno di capanne in pietra a secco, definite Tholos, una serie di pannelli descrittivi del territorio e dell’intera vallata. Da Valle Giumentina, tramite un comodo e panoramico sentiero attrezzato, che costeggia il Vallone di Santo Spirito, è facilmente raggiungibile il meraviglioso Eremo di San Bartolomeo, uno dei tanti eremi medievali voluto e abitato da Celestino V. Anche qui sono state individuate tracce di attività umana sin dalla preistoria.

Poco distante è possibile visitare un’area dove è ancora ben conservato il complesso rurale di Tholos, composto da strutture in pietra a secco che venivano utilizzate, fino al secolo scorso, per il ricovero di pastori e pecore durante la transumanza e le attività agricole della montagna. Venivano, infatti, costruite con l’abbondante materiale lapideo di recupero dei campi coltivati.

Il paese, corredato di viuzze, scalinate e piazzette incantevoli, è quasi completamente costruito in pietra, grazie all’abbondanza di materia prima della cosiddetta “pietra della Majella”, pietra particolarmente malleabile che ha permesso in tutto l’Abruzzo di corredare intere chiese di arredi liturgici ed architettonici di notevole bellezza.

La Chiesa di San Lorenzo Martire, presenta una facciata in stile classico e un portale quattrocentesco interamente in pietra. L’interno è a navata unica ricca di stucchi baroccheggianti e il campanile racchiude una pregiata scala a chiocciola interamente in pietra della Majella. Degni di nota sono la statua lignea policroma del santo intitolatore e un'acquasantiera seicentesca ricavata da una colonna medievale decorata.

Su una collina poco lontana dal borgo si trova il Santuario della Madonna dell’Elcina affacciato sull’intera vallata dalla montagna al mare. L’attuale impostazione è del secolo scorso ma la leggenda vuole che sorse nel XV secolo in seguito all’apparizione della Vergine a dei pastorelli ai quali consegnò un quadro, attualmente conservato all’interno del santuario, i cui spostamenti miracolosi indicarono la posizione richiesta dalla Vergine per la costruzione della Chiesa. Sotto l’altare è conservato un tronco di elce, che dà il nome al Santuario e che ricorda l’albero sul quale apparve la Vergine ai pastorelli. Degna di nota è la statua policroma in terracotta, databile al XVI secolo, che rappresenta la Madonna col bambino (in restauro dal 2011).

Le chiesette del Carmine e di San Biagio, dalle fatture semplici e sobrie, ricordano prevalentemente l’antica devozione nei confronti dei santi. Quest’ultima conserva anche un busto del santo ritenuto antico.

TIPICITÀ DEL BORGO

Il paese di Abbateggio si trova in mezzo al Parco Nazionale della Majella e da questo massiccio trae origine la sua peculiarità. È circondato, infatti, dalla biodiversità che caratterizza il massiccio: racchiude nel suo territorio i paesaggi collinari, pedemontani e montani, raccogliendo da questi tutti i vantaggi microclimatici, agricoli e culturali tipici del territorio.

Abbateggio è definito per eccellenza “il paese del farro”. La zona mite di Valle Giumentina, infatti, è particolarmente favorevole alla coltivazione del cereale che è divenuto ormai un prodotto tipico del territorio.

EVENTI DI INTERESSE

Nel mese di agosto si tiene la famosa sagra del farro, durante la quale è possibile assaporare, insieme ai prodotti tipici abruzzesi e del territorio, tutte le gustose preparazioni realizzabili con il prezioso cereale.

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