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Pescocostanzo

Pescocostanzo è un paese della provincia dell'Aquila situato nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Fa parte dei “Borghi più belli d'Italia”.

COME ARRIVARE

Pescocostanzo dista circa 110 km da Pescara, circa 105 km da L’Aquila, circa 200 km da Roma e circa 150 km da Napoli.

In automobile

Percorrendo l’Autostrada A25 Roma – Pescara, uscire a Pratola Peligna - Sulmona e proseguire sulla SS17 seguendo le indicazioni per Pescocostanzo sulla SS84.

In treno

Seguendo la linea ferroviaria Roma – Pescara scendere alla stazione di Sulmona e proseguire fino alla stazione di Rivisondoli - Pescocostanzo.

In aereo

Pescocostanzo dista circa 110 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

Il borgo sembra nascere intorno al X secolo, probabilmente grazie agli incentivi agricoli dei monaci benedettini di Montecassino. Sulle formelle della porta in bronzo dell’Abbazia infatti è documentata, già dal 1066, un’iscrizione che testimonia la presenza del borgo fortificato di Pescocostanzo, probabilmente arroccato sullo sperone di roccia (peschio) che sovrasta il borgo. Alcune tombe romane rinvenute sul territorio farebbero risalire però il primo impianto almeno al III secolo d. C. Il nucleo principale si svilupperà nei secoli intorno alla chiesa principale, fino al 1456 quando un terremoto ne distruggerà buona parte e la ricostruzione sarà determinante per l’ammodernamento del borgo e la sua crescita in ricchezza e benessere. Fu feudo dei Colonna ma nel XVIII secolo divenne Comune indipendente.

COSA VEDERE

Sulla sommità di una panoramica scalinata sorge la Collegiata di Santa Maria del Colle, intorno alla quale sorse il nucleo principale del borgo. La basilica, fondata nell’XI secolo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1456 e presenta infatti una facciata rinascimentale con un portale romanico – gotico. L’interno ha un soffitto a cassettoni dipinti, arredi in legno policromo e stucchi dalle fattezze baroccheggianti. Il fonte battesimale e il paliotto sono in marmo policromo. Degni di nota i dipinti, il cancello in ferro battuto e le aquile in bronzo che adornano le acquasantiere, del rinomato architetto lombardo Fanzago. Lo stesso architetto ha realizzato l’attuale Palazzo del Municipio, ex Monastero di Santa Scolastica datato al 1624. La facciata è percorsa da sei nicchie cieche, ornate da ricche cornici barocche, che ripropongono le finestre vietate dalla clausura del monastero. La grondaia è sostenuta da mensole scolpite a forma di draghi alati. Sulla scalinata della Collegiata sorge anche la Chiesa di Santa Maria del Suffragio con una ricca facciata seicentesca e all’interno soffitto e altare maggiore in legno intagliato. Dello stesso architetto è la Chiesa di Gesù e Maria, annessa al Convento dei Francescani. La chiesa è seicentesca e conserva dei sontuosi altari barocchi di marmo tra i quali spicca quello maggiore realizzato dallo stesso architetto Fanzago. Degno di nota il chiostro interno porticato.

All’ingresso del paese, ad accogliere i pellegrini, c’è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui facciata in origine era affrescata con un grosso San Cristoforo, protettore dei viandanti. Attualmente rimane il semplice rosone e il sontuoso portale sovrastato da una targa che data la chiesa 1621. L’interno conserva un ricco altare ligneo e numerose raffigurazioni di santi databili alla fine del cinquecento.

Sulla sommità del borgo, dove probabilmente nacque il nucleo primitivo dell’abitato, sorge la Chiesa di Sant'Antonio Abate, patrono del paese, di origine duecentesca ma distrutta quasi completamente nella Seconda Guerra Mondiale. All’interno è conservata una pregevole tela seicentesca con scene di vita del santo.

Il borgo è costellato di palazzi signorili testimoni della ricchezza che ebbe dopo la ricostruzione sismica, degni di nota Palazzo Sabatini e Palazzo Coccopalmeri, con rilevanti balconi e portali in pietra scolpiti, il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio e il Palazzo del Governatore. Nel cuore del centro storico spiccano anche palazzetti minori come Palazzo Grilli, con delle torrette angolari, il Macello cinquecentesco, Casa Rainaldi, sontuosamente barocca e Casa D’Amata con il tipico pianerottolo sulla scalinata chiamato vignale. Tutto il borgo è costellato di architetture degne di nota con logge, scalinate e piazze che si affacciano su scorci meravigliosi. Uno di questi è lo slargo che accoglie la fontana Maggiore, datata 1471 ma dalle fattezze settecentesche. Al centro della fontana, sopra la vasca principale, è collocato un bassorilievo con uomini e animali fantastici dai quali sgorga l’acqua.

Uscendo dal paese è d’obbligo una visita all’Eremo di Sant'Antonio. La prima menzione è del 1536 ma è sicuramente più antico. È composto da una chiesetta dalle parvenze trecentesche, con campanile a vela e annessi piccoli ambienti di servizio. L’interno è caratterizzato da un'unica navata con un semplice altare ornato da una tela raffigurante il santo.

TIPICITA’ DEL BORGO

Pescocostanzo è da sempre rinomato per le attività artigianali sviluppatesi dopo il terremoto del 1456 in seguito alla ricostruzione fisica e morale del borgo. Gli artigiani locali si specializzarono nella lavorazione di ferro battuto, pietra, oreficeria e tessitura. La lavorazione alla filigrana in oro ha raggiunto livelli di qualità nazionale…se non mondiale.

La ricchezza del borgo è altresì la posizione meravigliosamente panoramica che vede il borgo completamente immerso nella natura e nei boschi. Degno di una visita e di una sosta rilassante è infatti il vicino Bosco di Sant'Antonio caratterizzato da secolari faggete che d’inverno ospita anche delle piste di sci da fondo rinomate nella regione.

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