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Pacentro

Pacentro, un piccolo borgo in Provincia dell’Aquila, alle pendici del Monte Morrone, è il paese delle torri. Fa parte dei “Borghi più belli d'Italia”.

COME ARRIVARE

Pacentro dista circa 80 km da Pescara, circa 75 km da L’Aquila, circa 170 km da Roma e circa 250 km da Napoli.

In automobile

Percorrendo l’Autostrada A25 Roma – Pescara, imboccare l’uscita di Pratola Peligna - Sulmona e seguire le indicazioni per Pacentro sulla SS 17.

In treno

Seguendo la linea ferroviaria Roma – Pescara scendere alla stazione di Sulmona e proseguire con i mezzi pubblici.

In aereo

Pacentro dista circa 80 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

Il territorio di Pacentro doveva essere già abitato in epoca preistorica, come testimoniano i ritrovamenti in località Busciara. La prima menzione del nome Pacentru risale all’VIII secolo quando si testimonia la sua dipendenza dal monastero di San Vincenzo al Volturno. Il borgo verrà costruito verosimilmente nei secoli successivi, intorno a un primitivo castello, per rifugiarsi in altitudine a causa delle scorribande saracene. Il castello verrà infatti menzionato nel Catalogus Baronum, un elenco dei possedimenti normanni, solo nel 1170. Fu feudo dei Caldora, trovandosi al centro delle lotte intestine tra Angioini e Aragonesi passò ai Cantelmo e infine agli Orsini, ai Colonna e ai Barberini.

COSA VEDERE

Immancabile la visita al Castello Caldora che subì nei secoli varie fasi di ampliamenti e restauri. Il nucleo principale era probabilmente composto da una sola torre rivolta alla valle. Gli altri torrioni furono aggiunti dai Caldora prima e dagli Orsini poi. Degne di nota le torri merlate con i beccatelli sagomati. Il castello Caldora, simbolo del paese, era solo un tassello del sorprendente sistema di controllo della valle, collegato a vista con altre sei torri dei dintorni.

La Chiesa Madre del paese è dedicata a Santa Maria Maggiore e fu fondata nel quattrocento, anche se conserva attualmente un aspetto rinascimentale. La facciata con tre portali, di cui uno magistralmente intagliato nel legno, ha una soprelevazione a timpano con vele curve laterali, e conserva incastonata una meridiana in pietra. L’interno, scandito da massicci pilastri, è riccamente decorato da stucchi e fregi barocchi. La chiesa più antica del borgo è quella di San Marcello, fondata nel 1047, anche se conserva fattezze più recenti e la data del restauro del 1697, intagliata nello splendido portale ligneo. All'interno si possono ammirare degli affreschi degni di nota.

Girovagando nel borgo saltano agli occhi gli splendidi palazzi nobiliari con imponenti portali sovrastati dagli stemmi delle famiglie proprietarie tra i quali troviamo: Palazzo Tonno, Palazzo Simone, Palazzo Avolio, Palazzo Massa, Palazzo La Rocca e Palazzo Granata. Al centro della piazza spicca la monumentale fontana seicentesca, di forma ottagonale, con lastre decorate e la vasca sopraelevata adornata da suggestivi mascheroni scolpiti. Nel borgo è presente un’altra fonte caratteristica, la cosiddetta canaje, composta da lastroni in pietra che fungeva da lavatoio pubblico.

Poco fuori dal paese vi è una graziosa chiesetta rurale di epoca cinquecentesca, ad unica navata, con facciata in pietra sobria e lineare dedicata alla Madonna delle Grazie. Sempre fuori del borgo non bisogna dimenticare il Convento Cinquecentesco dei Frati Minori Osservanti con annessa la Chiesa barocca della Santissima Concezione: l’altare conserva un imponente affresco dell'Immacolata in stile fiammingo con dettagli che raffigurano l’autore e forse la sua amata.

Non si può lasciare il territorio di Pacentro senza visitare la Grotta a Colle Nusca che conserva gelosamente le pitture rupestri in ocra rossa dei primi uomini che abitarono il territorio e che rappresentano scene di caccia.

TIPICITA’ DEL BORGO

Il borgo è immerso nel Parco Nazionale della Maiella e ne è il cuore. Lo testimoniano i boschi e le faggete che lo circondano e le meravigliose escursioni e passeggiate naturalistiche organizzate nella zona.

La pastorizia ha prodotto sostentamento artigianale, cultura della conservazione dei valori poveri e popolari e piatti tipici semplici e tradizionali, come la tipica polta: zuppa di cavoli, patate e fagioli.

EVENTI DI INTERESSE

Nel mese di agosto si svolge la Corsa degli zingari, durante la quale giovani a piedi nudi percorrono un percorso accidentato nel paese e nelle colline circostanti ed il premio non è altro che un taglio di tessuto, a ricordo della povertà del passato e della ricchezza che poteva dare un pezzo di stoffa. La corsa probabilmente ricorda le prove di arruolamento dei giovani pacentrani ai tempi della cavalleria.

Nel paese ad agosto si svolge anche una rievocazione storica denominata proprio “L’arruolamento della gente d’arme” con corteo, figuranti in costume medievale ed eventi a tema.

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