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Navelli

Situato nell'omonima piana in Provincia dell’Aquila, Navelli è il paese dello zafferano: l’oro rosso dell’agricoltura abruzzese. È incluso nella lista dei “Borghi più belli d'Italia”.

COME ARRIVARE

Navelli dista circa 70 km da Pescara, circa 35 km da L’Aquila, circa 150 km da Roma e circa 270 km da Napoli.

In automobile

Percorrendo l’Autostrada A24 Roma – Teramo, uscire a L’Aquila Est e seguire le indicazioni per Navelli sulla SS 17.

Percorrendo l’Autostrada A25 Roma – Pescara, imboccare l'uscita Bussi - Popoli e seguire la SS153 in direzione L'Aquila fino al bivio per Ofena da dove si prosegue seguendo le indicazioni per Navelli.

In treno

Sulla tratta ferroviaria Roma - Pescara si raggiunge la stazione ferroviaria di Pescara da dove si prosegue con i mezzi pubblici diretti a L’Aquila con fermata a Navelli. È anche possibile raggiungere la stazione di Sulmona da dove proseguire per L’Aquila, ancora in treno, e poi, da lì, con i suddetti mezzi pubblici diretti a Navelli.

In aereo

Navelli dista circa 70 km dall’Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

CENNI STORICI

I primi insediamenti di Navelli nascono nel VI sec. a.c. nella piana sottostante l’attuale borgo, con la fondazione del Vicus Incerulae ubicato dove ora sorge la chiesa di Santa Maria in Cerulis. Il paese nasce invece dall’unione dei villaggi sparsi nella piana che nel IX secolo si arroccano per motivi difensivi. Nell’XI secolo viene già citato il castello di Nabelli le cui mura, costruite nel XV secolo, risultano inglobate nei palazzi del borgo e la cui torre, nel rinascimento, fu trasformata in torre campanaria. Il Palazzo Baronale, che attualmente domina il borgo, invece venne costruito nel 1632 sui resti del castello. Appartenne alla Diocesi di Valva e intervenne attivamente nelle vicende del comitatus aquilano: partecipò alla fondazione della città dell’Aquila occupando in città il quarto di Santa Maria e si difese da Braccio da Montone arrendendosi senza farsi espugnare. Affrontò la stessa sorte sismica di tutto il territorio nel 1456 e nel 1703 subendo distruzioni e successive ricostruzioni.

COSA VEDERE

L’imponente Palazzo Baronale domina il paese con le sue 4 torrette angolari. L’interno si dispiega intorno al cortile centrale adornato da un pozzo monumentale datato da un’iscrizione al 1632. Due scalinate imponenti si aprono sul loggiato del piano superiore dal quale si accede nelle stanze padronali riccamente adornate da volte e camini in pietra. Il campanile della vicina Chiesa di San Sebastiano doveva essere una torre d’avvistamento del castello precedente. La chiesa ha un ingresso laterale inglobato nella cortina muraria e si apre su un loggiato che accoglie uno splendido portale in legno maestosamente intagliato. L’interno è fortemente baroccheggiante, con ridondanti stucchi e fregi e addirittura dodici altari.

Il centro storico, al quale si accede da Porta Castello, custodisce alcuni palazzi residenziali degni di nota: Palazzo Onofri, cinquecentesco e Palazzo Cappa con la sua Cappella baroccheggiante dedicata a San Pasquale. Il borgo, racchiuso tra le quattrocentesche porte di Santa Maria, di Villotta e di San Pelino, si dispiega tra scalinate ripide, vicoli e rampe che attraversano come una ragnatela tutto il paese: la storica via del Macello le collega tutte. Girando per i vicoli ci si imbatte in zone che testimoniano la vita agreste e pastorale della comunità, come forni per il pane o le famose pilucce, mensole di pietra dove si poggiava il cibo per gli animali da lavoro dei campi.

Oltre le mura è visitabile la Chiesa del Suffragio e la Chiesa del Rosario, settecentesca, che conserva una tela e un maestoso organo ligneo intagliato con rilievi in oro del XVIII secolo. Nella piana sottostante, nei pressi del cimitero, sorge la chiesa più antica del comune di Navelli: la Chiesa di Santa Maria in Cerulis, fondata nell’XI secolo probabilmente su un tempio pagano dedicato a Ercole. Ha una pianta trapezoidale, con tetto a capanna e campanile a vela addossato alla struttura. L’interno a tre navate, purtroppo inagibile dopo il sisma del 2009, conserva resti di affreschi medievali. Nei dintorni sorgono anche due chiese tratturali, una dedicata a Santa Maria della Grazie, con una sobria facciata rinascimentale decorata da un rosone in stile gotico, e l’altra dedicata alla Madonna del Campo rinascimentale anch’essa.

TIPICITA’ DEL BORGO

Il potere di Navelli è dato dall’oro rosso coltivato nel suo territorio, la preziosa polvere derivante dagli stami del crocus ha reso il borgo famoso nel mondo: Navelli è il paese dello zafferano. È l’estate la stagione di Navelli, quando passeggiare tra la frescura dei suoi vicoli è rilassante e magico, quando il tramonto spegne pian piano le case del borgo perfettamente poste lungo il pendio della collina in moda da godere fino all’ultimo raggio di sole. Dal borgo si possono raggiungere tutte le più belle località montane del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e del Parco Regionale del Sirente - Velino ai quali Navelli fa da porta di accesso e da perfetto padrone di casa.

EVENTI DI INTERESSE

Nel mese di agosto si tiene la Sagra dello Zafferano e dei Ceci, anch’essi produzione tipica locale. Nello stesso evento si svolge il Palio degli asini, simpatica gara tra asini con i padroni-fantino a piedi che devono compiere un percorso stabilito.

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