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Pretoro

Pretoro si trova in provincia di Chieti sulla cima di uno sperone roccioso ai piedi del versante orientale del massiccio della Majella. Incastonato in una zona di straordinario fascino naturalistico, il territorio fa parte della Riserva Naturale del Foro, nata sotto l’egida del Parco Nazionale della Majella per la tutela del paesaggio e dell’ambiente che circonda il borgo.

COME ARRIVARE

Pretoro dista circa 40 km da Pescara, 100 km da L’Aquila e circa 200 km da Roma e da Napoli.

In automobile

Da Pescara raggiungere, tramite l’Asse attrezzato (E80) e la SS 16, Francavilla al mare per poi proseguire lungo la SS 263 verso Val di Foro fino a trovare le indicazioni per Pretoro.

Da Roma percorrere l’autostrada A24 Roma -L’Aquila fino al raccordo con la A25 e proseguire in direzione Pescara fino all’uscita di Chieti. Imboccare la SS81 verso Guardiagrele fino all’uscita di Fara Filiorum Petri dove proseguendo sulla SS 263 si troveranno le indicazioni per Pretoro.

In treno

Per arrivare a Pretoro bisogna raggiungere le stazioni ferroviarie di Pescara Centrale o Chieti Scalo da dove si può proseguire con l’ausilio dei mezzi pubblici.

In aereo

Pretoro dista circa 40 km dall’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è possibile proseguire con i mezzi pubblici fino alla stazione ferroviaria di Pescara centrale o Chieti scalo.

CENNI STORICI

L’attuale borgo di Pretoro è sorto nel XVII secolo intorno al Castello della famiglia Cantelmo che lo ricostruì sui ruderi di un maniero precedente. In realtà il borgo ha origini ben più antiche: già nel periodo italico erano presenti insediamenti, come testimonia la presenza di resti archeologici di una imponente necropoli rinvenuti in località Crocifisso. Lo stesso nome del paese richiama la presenza di soldati (pretorium) probabilmente legati ad un primitivo punto di avvistamento e di controllo della valle sottostante. Il paese fu poi feudo anche degli Orsini, dei D’Alviano e dei Colonna finché non si rese autonomo grazie allo sfruttamento del territorio tramite l’allevamento ovino, le arti dell’agricoltura e dell’artigianato.

COSA VEDERE

Pretoro spicca per le viuzze arroccate del centro storico che si inseriscono in un panorama mozzafiato. Di monumenti rilevanti ricordiamo tre chiese degne di nota, che sono le chiese di Sant' Andrea, San Nicola e San Domenico, di epoca tardo-rinascimentale. Di origine più antica è il santuario della Madonna della Mazza, di fondazione cistercense, posto appena fuori dal paese che prende il nome dallo scettro della statua della Vergine in legno policromo risalente al XV secolo.

A pochi chilometri dal borgo sorge un altro eremo denominato “dell’eremita”, risalente al XVI secolo e legato al culto di San Michele Arcangelo e dell’acqua, soprattutto per la presenza di una sorgente e di uno stillicidio all’interno della grotta.

Lungo la valle sottostante, attraversata dal fiume Foro dal quale prende il nome, è presente un articolato impianto di mulini rupestri legati al controllo dell’acqua, alla coltivazione del grano e alla relativa panificazione sociale degli abitanti del paese.

TIPICITA’ DEL BORGO

E’ soprannominato il paesedell’arte di far fusi” data l’importanza della lavorazione del legno connessa al patrimonio boschivo circostante. La ricca faggeta che lo circonda ha sempre offerto legno per l’artigianato e pascoli per le pecore che rappresentano il maggiore patrimonio legato alla lavorazione della lana conseguente alla produzione di fusi in legno utilizzati per filare le matasse di lana. Pretoro è noto anche per la produzione delle famose chitarre o carraturo, strumenti in legno con dei fili di rame tesi, utilizzate per produrre la pasta alla chitarra, tipica pasta all’uovo a forma di spaghetti quadrati.

Non si può lasciare il paese senza aver mangiato i famosi p’ttlolozz, pasta fatta a mano a forma di rombo, e l’agnello alla brace cotto sui carboni di legna di ginepro, abete e faggio, raccolta sul territorio.

EVENTI DI INTERESSE

La prima domenica di maggio a Pretoro si celebra la famosa rappresentazione sacra di “San Domenico e il lupo” nella quale viene rappresentata la leggenda di San Domenico che salva un neonato rapito da un lupo, ammansendo la belva e compiendo il miracolo. In onore del lupo a Pretoro si prepara anche un tipico dolce a base di cioccolato e vino Montepulciano che prende il nome di “torta del lupo”.

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