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Il Comune di Caramanico Terme si trova in Provincia di Pescara immerso nei meravigliosi boschi della Valle dell’Orfento e del Parco Nazionale della Maiella.

Caramanico dista circa 50 km da Pescara, circa 90 km da L’Aquila, circa 200 km da Roma e circa 280 km da Napoli. 

In automobile

Percorrendo l’autostrada A25 Pescara – Roma, prendere l’uscita Scafa/Alanno e proseguire sulla SS5 Tiburtina in direzione Scafa fino alle indicazioni per Caramanico sulla SS487.

In treno

Seguendo la linea ferroviaria Roma – Pescara si scende alla stazione di Scafa S. Valentino – Caramanico per poi proseguire con i mezzi pubblici fino al borgo.

In aereo

Caramanico Terme dista circa 50 km dall’ Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile, con mezzi pubblici, la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

Il toponimo Caramanico è di origine longobarda, deriva infatti da “Arimannia” cioè stanziamento di soldati. Si presume che il nucleo originario del borgo sia nato nel VI secolo in seguito allo stanziamento del popolo longobardo in Abruzzo. Risale infatti al 601 la prima menzione del borgo con presunta fondazione da parte di un monaco, forse imparentato con Carlo Magno. Avrà un periodo di splendore nel Medioevo seguendo le sorti del regno delle due Sicilie, sarà feudo della famiglia D’Aquino fino al XIX secolo quando ricordiamo la nomina di vicerè di Francesco D’Aquino principe di Caramanico.

Sulla cima del crinale rimangono i ruderi del Castello di fondazione del borgo.

La Chiesa di S. Maria Maggiore, del XV secolo, è ubicata lungo il corso del paese. Presenta una facciata in stile gotico rappresentato dallo splendido portale decorato da edicole e colonne tortili culminante nella lunetta con un altorilievo raffigurante l’incoronazione di Maria.  Proseguendo sul corso la parete laterale conserva altre sculture che rappresentano santi e pellegrini con delle interessanti raffigurazioni di strumenti musicali tipici del ‘400. Il campanile presenta varie fasi costruttive e reca sull’apice gli stemmi delle famiglie D’Aquino e Aragona. All’interno il sontuoso altare tardo cinquecentesco, in pietra e con marmi policromi, dedicato all’Assunta è affiancato ad un altro altare quattrocentesco dedicato al SS. Crocifisso dove il viso del Cristo del crocifisso in legno sembra cambiare espressione a seconda da dove lo si guarda. Il corredo liturgico è completato da un ostensorio in rame dorato attribuito alla scuola di Nicola da Guardiagrele, un battistero ligneo del XVI secolo, un coro, anch’esso in legno e il possente organo.

 

La Chiesa S. Nicola di Bari è del XIV secolo ma ha subito integrazioni fino all’epoca barocca. La facciata infatti conserva uno stile neoclassico con un portale barocco molto ricco e il campanile reca la data 1493 a memoria di uno dei tanti rifacimenti. Le statue ospitate nelle nicchie ritraggono S. Lucia e S. Pietro con al centro S. Nicola intitolatore della chiesa. L’interno è a tre navate e conserva una icona bizantina di XIV secolo che raffigura la Madonna del Carmine. Degni di nota anche il pulpito ligneo di scuola napoletana e la cantoria settecentesca in legno dorato che racconta i miracoli di S. Nicola da Myra. A sinistra dell’ingresso vi è una preziosa raffigurazione lignea dell’Immacolata di Nicola D’Antino. Alla fine del borgo si incontrano l’ex convento delle Clarisse con la chiesa di S. Maurizio, del XIV secolo. La facciata è rinascimentale con un bel portale decorato e l’interno conserva degli interessanti affreschi di epoca barocca.

Non si può lasciare Caramanico senza visitare la chiesa di S. Tommaso Becket, ubicata a pochi chilometri dal paese nell’omonima frazione. La chiesa sembra sia stata fondata su un tempio pagano legato a qualche culto delle acque o forse ad Ercole. Nella cripta infatti è conservato un pozzo più antico della chiesa intorno al quale sembra sia stata impostata l’intera struttura. La fondazione è del XII secolo, epoca testimoniata dalla facciata che conserva tre portali ogivali, un grazioso rosone e piccole monofore. I portali laterali sono decorati da motivi floreali mentre quello centrale, sormontato da un magnifico altorilievo, quasi a tuttotondo, raffigurante Cristo tra gli apostoli, reca in basso la data 1118. L’interno è diviso in tre navate da colonne e pilastri, una in particolare è degna di nota in quanto molto più sottile delle altre. Si riteneva che fosse una colonna monolitica sacra con proprietà taumaturgiche e la leggenda vuole che vi si strofinassero i pellegrini e che ne venissero asportati frammenti come reliquie.

Nella valle dell’Orfento, circostante il borgo, sono sorti nel corso del medioevo numerosi eremi legati alla presenza sulla Maiella dell’eremita Pietro Angelerio, poi famoso come Papa Celestino V. Da Caramanico è possibile raggiungere sia l’eremo di S. Giovanni all’Orfento sia quello di S. Onofrio all’Orfento, entrambi ricchi di storie e tradizioni legate alla leggendaria figura di Celestino V e dell’eremitaggio medievale. Da non perdere le passeggiate naturalistiche immerse negli splendidi boschi che portano agli eremi.

È da sempre ritenuto il “paese dell’acqua” per via delle sue famigerate sorgenti sulfuree intorno alle quale sono sorte le ben note Terme di Caramanico, le cui acque, fortemente terapeutiche, attirano utenti da tutta Italia.  In realtà il culto è ben più antico, come dimostra il pozzo sotto la chiesa di S. Tommaso. La stessa conformazione geografica del borgo, imbrigliato tra le valli del fiume Orfento e del fiume Orta, dimostra la sua dipendenza e la sacralità acquisita dal culto delle acque. La maggiore ricchezza di Caramanico sono proprio i boschi che la circondano. Dalle valli che lo inglobano è possibile immergersi nella natura incontaminata della Maiella, avendo la possibilità di approcciarsi con essa e con gli animali, come lupi e aquile, di cui sono ricche la vallate circostanti e di riscoprire la storia e la cultura enogastronomica che fanno grande l’intero Abruzzo.

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