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INFORMAZIONI UTILI

Come arrivare

Abbateggio si trova nella provincia di Pescara alle pendici settentrionali del Massiccio della Maiella nell’omonimo Parco nazionale. Il borgo dista circa 40 km da Pescara, circa 80 km da L’Aquila, circa 200 km da Roma e circa 260 km da Napoli 

COME ARRIVARE

 In automobile

Da Roma e da Pescara si percorre l’autostrada A25 fino all’uscita di Scafa – Alanno, seguendo poi la SS 5 in direzione di Scafa e svoltando sulla SS 487 in direzione di Caramanico Terme fino al bivio per Abbateggio.

 

In treno

Sulla tratta ferroviaria Roma – Pescara si raggiunge la stazione ferroviaria di Scafa – San Valentino – Caramanico Terme dalla quale si prosegue con i mezzi pubblici fino ad Abbateggio.

 

In aereo

Abbateggio dista circa 40 km dall’ Aeroporto internazionale d’Abruzzo di Pescara da dove è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici la stazione ferroviaria da cui si diramano le tratte principali del centro Italia.

Cenni Storici

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La fondazione del borgo è strettamente collegata con l’Abbazia di San Clemente a Casauria; sembra infatti che il primitivo insediamento sia nato nel IX secolo come avamposto fortificato (castrum) della casa madre. Alcuni studiosi, infatti, derivano il toponimo proprio da una contrazione del nome “abate-Giovanni”, prelato reggente dell’abbazia in quel periodo. Più verosimile appare invece il riferimento al francese “bateius”, cioè abbattuto, riferendosi ai boschi circostanti che probabilmente furono sfruttati dai normanni dopo l’occupazione del territorio nel XII secolo. Il possedimento di Abbateggio fu particolarmente conteso e fu feudo di molte famiglie nobili come gli Acquaviva, gli Ursinis e i Fieschi di Genova. Nel 1583 passò agli Asburgo finché nel 1731 andò ai Borboni e al Regno di Napoli.

COSA VEDERE

Curiosità di Abbateggio

Non si può scindere il borgo di Abbateggio da Valle Giumentina; nonostante le origini medievali del paese, l’uomo giunse nel territorio già dall’epoca preistorica del paleolitico, stabilendosi nella valle adiacente lo sperone roccioso che ospita il borgo. Il “canyon” di Valle Giumentina, rendendo visibili le stratigrafie di milioni di anni, consente ancora oggi di analizzare i numerosi resti preistorici presenti nella vallata, permettendo agli studiosi di esaminare gli insediamenti umani fino a 300.000 anni fa.  In onore di queste recenti ricerche, a ridosso degli scavi archeologici in corso, è stato costruito l’Ecomuseo del Paleolitico, che ospita all’interno di capanne in pietra a secco, definite Tholos, una serie di pannelli descrittivi del territorio e dell’intera vallata. Da Valle Giumentina, tramite un comodo e panoramico sentiero attrezzato, che costeggia il Vallone di Santo Spirito, è facilmente raggiungibile il meraviglioso eremo di S. Bartolomeo, uno dei tanti eremi medievali voluto e abitato da Celestino V. Anche qui sono state individuate tracce di attività umana sin dalla preistoria.

Poco distante è possibile visitare un’area dove è ancora ben conservato un complesso rurale di tholos, cioè strutture in pietra a secco che venivano utilizzate, fino al secolo scorso, per il ricovero di pastori e pecore durante la transumanza e le attività agricole della montagna. Venivano infatti costruite con l’abbondante materiale lapideo di recupero dei campi coltivati. 

Il paese, corredato di viuzze, scalinate e piazzette incantevoli, è quasi completamente costruito in pietra, grazie all’abbondanza di materia prima della cosiddetta “pietra della Maiella”, pietra particolarmente malleabile che ha permesso in tutto l’Abruzzo di corredare intere chiese di arredi liturgici ed architettonici di notevole bellezza.

La Chiesa di S. Lorenzo martire, presenta infatti una facciata in stile classico e un portale quattrocentesco, interamente in pietra; l’interno è a navata unica ricca di stucchi baroccheggianti. Il campanile racchiude una pregiata scala a chiocciola interamente in pietra della Maiella. Degni di nota la statua lignea policroma del santo intitolatore e una acquasantiera seicentesca ricavata da una colonna medievale decorata.

Su una collina poco lontana dal borgo si trova il Santuario della Madonna dell’Elcina affacciata sull’intera vallata dalla montagna al mare. L’attuale impostazione è del secolo scorso ma la leggenda vuole che sorse nel XV secolo in seguito all’apparizione della Vergine a dei pastorelli ai quali consegnò un quadro, attualmente conservato all’interno del santuario, i cui spostamenti miracolosi indicarono la posizione richiesta dalla Vergine per la costruzione della Chiesa.  Sotto l’altare è conservato un tronco di elce, che dà il nome al Santuario e che ricorda l’albero sul quale apparve la Vergine ai pastorelli. Degna di nota è la statua policroma in terracotta, databile al XVI secolo, che rappresenta la Madonna col bambino (in restauro dal 2011).

Le chiesette del Carmine e di S. Biagio, dalle fatture semplici e sobrie, ricordano prevalentemente l’antica devozione nei confronti dei santi. Quest’ultima conserva anche un busto del santo ritenuto antico.  

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